Reflusso gastroesofageo, come riconoscerlo dai sintomi e curarlo: basta fastidi, la soluzione è alla portata di tutti

Fastidioso ed invalidante, il reflusso gastroesofageo presenta dei sintomi specifici. Saperli riconoscere è fondamentale per poter agire in fretta

Quello che comunemente chiamiamo mal di stomaco, in realtà può essere una molteplicità di disturbi diversi. Dopo un pasto abbondante si può avvertire una certa fatica digestiva, che però scompare con il passare del tempo. Se si ha abusato con l’alcol o si è preso qualche virus, invece, può esserci nausea e inappetenza, anche queste però curabili con il tempo. Un’altra causa di mal di stomaco molto diffusa è quella del reflusso gastroesofageo: ecco cosa comporta e come si cura.

Reflusso gastroesofageo: sintomi e cura
Reflusso gastroesofageo: come riconoscerlo e curarlo (crmag.it)

Il reflusso altro non è che la presenza nell’esofago di contenuti gastrici e spesso è causato dal malfunzionamento della valvola gastroesofagea, che nella fase digestiva consente che lo stomaco produca e faccia risalire verso l’esofago piccole quantità di acido cloridrico. Al di là della causa medica, ci sono tutta una serie di concause e di fattori che aumentano la probabilità dell’insorgere del reflusso: ecco cosa evitare e soprattutto come intervenire.

Reflusso gastroesofageo: sintomi e cura

La malattia da reflusso presenta un’ampia gamma di sintomi, la cui intensità e frequenza varia a seconda della gravità della situazione. Innanzitutto si avverte acidità lungo l’esofago e anche in bocca, con episodi di rigurgito acido soprattutto se in posizione supina o in relazione all’assunzione di cibo. Frequente è poi la pirosi, cioè il bruciore del margine superiore dell’epigastrio alla gola e si può accompagnare a una sensazione di amaro in bocca, nonché alla deglutizione difficile e dolorosa. Tipico è anche il dolore toracico retrosternale di tipo pressorio, che può irradiarsi sino alle mandibole, alle spalle, alle braccia o al collo.

Reflusso gastroesofageo: sintomi e cura
Reflusso gastroesofageo: come riconoscerlo e curarlo (crmag.it)

Alcuni sintomi del reflusso possono ingannare, poiché sembrano tipici di altre malattie: tra questi c’è il mal di gola, la tosse cronica, la raucedine, la bronchite e l’asma. Il sintomo che però deve farvi venire il dubbio è proprio la sensazione di acidità nell’esofago e in gola: anche se debole e poco frequente rispetto agli altri, è il campanello d’allarme che deve farvi andare dal medico per indagare a fondo.

Il primo modo per contrastare e convivere con il reflusso gastroesofageo è quello di intervenire sullo stile di vita, che dev’essere il più sano possibile. Stop al fumo, all’alcol, una dieta sana e varia e abiti larghi soprattutto nella parte bassa dell’addome sono essenziali, così come l’attività fisica costante e pasti piccoli ma molto frequenti. Senza una modulazione dei propri comportamenti quotidiani e delle abitudini nocive, nessuna cura farmacologica sarà mai miracolosa: l’approccio curativo del reflusso esofageo riguarda ogni aspetto della quotidianità.

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